- per lo più cialde e dolciumi - oppure, altro esempio, telai e pellicole per la stampa di quadricromie e multicromie su “metalli porcellanati” per le targhe dei musei in tutta Italia. Ma l’aspetto più interessante di questa azienda varesina è che la sua attività sconfina abbondantemente nell’arte e nella cultura dell’immagine, e su que sto si possono fare subito autorevoli esempi.
Innanzitutto c’è da dire che i titolari Giulio ed Enzo Borri si sono formati in decenni di camera oscura e fotografia. Enzo Borri è stato, ed è tuttora, uno dei primi esperti in Italia nei software Adobe già dal 1990. Giulio ha invece recentemente realizzato, in collaborazione con il fratello, due pratici libri sull’elaborazione della fotografia e dell’immagine digitale che accompagnano le macchine fotografiche digitali compatte Olympus.
Poi, se Arte e Cultura meritano qualche altro esempio, allora si deve parlare della recente realizzazione in serigrafia su costumi di un’opera teatrale di prestigio internazionale, Il violinista sul tetto con Moni Ovadia, grande autore/attore ebraico contemporaneo - interprete in questo caso del teatro yiddish. Per quest’opera La Serigrafica ha lavorato a stretto contatto con la stilista Elisa Savi per riprodurre in multicrom ia e alla massima fedeltà cromatica i quadri di Marc Chagall (il noto pittore ebreo russo) sugli abiti dei 25 attori.Un esperimento unico, sul quale lo stesso Giulio Borri dichiara che «è stato il primo lavoro al mondo dove la serigrafia di tipo industriale è entrata in una produzione artistica di assoluto livello per seguire precise e raffinate richieste artistiche». In ogni caso l’intero lavoro svolto è stata un’esperienza il cui ritorno va ben oltre il mero risultato economico, «un’esperienza che ci auguriamo di ripetere presto, alla quale abbiamo dato molto e imparato molto, anche dal punto di vista tecnico, grazie al clima di collaborazione che si è subito creato con la stilista e con l’azienda di riferimento con cui spesso lavoriamo e che ha fisicamente stampato tutti gli abiti».
Storia di... 20.000 telai all’anno.
Qualsiasi cultura è il risultato di storia, e quella di La Serigrafica ce la racconta direttamente Giulio Borri. «Nell’immediato secondo dopoguerra fu il nonno ad avviare l’attività che era solo di stampa serigrafica e nel 1971 venne rilevata da nostro padre Ambrogio.
La sua prima decisione fu di affiancare alla stampa le diverse attività di fotoincisione, strutturando un apposito reparto e continuando l’attività di stampa. Allora gli addetti erano sei, soprattutto impegnati nella stampa serigrafica e tessile. Nel 1980 un’altra feconda decisione: smettere di stampare. Questo perché nella zona si stavano sviluppando molte attività di stampa tessile e serigrafica che potevano essere interessate a un fornitore sul posto nella prestampa, ma che non fosse un diretto o potenziale concorrente. Viene così abbandonata l’attività di stampa e ci si dedica alla prestampa serigrafica cercando sempre di offrire un servizio più ampio e completo possibile.
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